Incontro a Venezia 17 dicembre 2003 h 8.15 Disguidi e piaceri di un incontro, cronaca/diario "La storia di roberta_vas e Fiumelivido" 1/3 Dedicato ad un incontro realmente accaduto a Venezia. 1/3 18 12 03 h 9.21 Era un lunedi’ prima della settimana caotica del Natale, quel lunedi’ anonimo, o per alcuni dal significato singolo, perche’ magari gli eventi particolari non accadono solo di domenica chi l’ha detto? Era solo un lunedi’ di dicembre, il 15 del 2003; l’aria era particolarmente mite, il freddo della nebbia aveva battuto ogni angolo il dì prima con la sua faccia sbiancata di veli. Non era giorno di mercato a Mestre, non era giorno di colori, Roberta si dirigeva verso la stazione, lo sciopero generale aveva desertificato di mezzi pubblici le strade, c’era solo molto traffico di vetture e camion, e motorini.. e gente che camminava verso destinazioni sconosciute. L’aria frizzante profumava di blu intenso, mentre il sole abbacinava di luce gli scuri delle finestre affacciate alle strade. Roberta e Lorella si erano sentite via mail qualche giorno prima, dovevano incontrarsi; nick su scrivi.com sconosciuti, come altrove, nel mondo virtuale ed immenso dell’era di internet, si prestavano a divenir entro breve, persone reali, identita’, prima di tutto volti, espressioni, sorrisi. Un sms del giorno prima aveva chiesto conferma per l’ora ed alcune altre note: sms Lorella: ti chiedo gentilezza se ci possiamo vedere alle 12.30, domani, invece che alle 11.30 come stabilito. Va bene? sms Roberta: Ok, alla stazione.. alle 12.30. sms Lorella: Io vestiro’ nero e ho i capelli castani. sms Roberta: io sono bionda… Lorella studia all’Universita’ di Venezia.. avra’ un incontro con il Docente.. alle 14. Un’emozione scorreva dentro di loro, in precedenza c’e’ tutto un mondo sconosciuto, una sensazione della magia che da l’incognito, poi innegabilmente qualcos’altro.. percezioni, immagini, dialogo.. occhi, visi, parola. Tutto questo si affollava nelle mente.. Lorella creava qualche abbozzo di poesia, mentre con il treno locale lasciava alle spalle Belluno, citta’ dove vive e lavora. Chiamata alle 12.29.. al cellulare di Roberta è la voce di Lorella: “sono arrivata ora in stazione.. ti aspetto al binario?..’ “ no, vieni verso il bar.. all’uscita.. sono a 100 metri dalla stazione.. arrivo!” “Ok, Roberta.. ti aspetto sotto il tabellone elettronico degli arrivi e partenze, all’ingresso esterno del bar..” “Va bene, ciao a fra poco..” All’arrivo nell’affollata stazione, dopo il fluire della gente in discesa dai vari treni, quella di Mestre è abbastanza grande, dove c’e’ un nutrito ricambio di passeggeri visto la vicinanza degli otto chilometri con Venezia; Roberta attende qualche minuto all’ingresso.. poi impaziente, a distanza di qualche minuto, chiede a due donne, dalle sembianze descritte da Lorella, se fosse Lei. Risposta negativa, dalla prima, e a tentativo fallito riprova e sarai piu’ fortunato la seconda: niente! Lorella non è Lei. _____________________________________________________________ segue% 2/3 19/12/03 La stazione muta ad ogni arrivo di treno, cambia, si gonfia, come corsi d'acqua in piena esonda fiumi umani di persone che vanno, vengono, cercano..come Lei; e continua l’osservazione, in mezzo a quella folla anonima dove si nasconde Lorella.. Roberta non demorde.. Non vorrebbe dare troppo nell’occhio, una pattuglia della Polfer, polizia ferroviaria, passeggia in su e giù.. magari la scambiano per latente bisessuale..!! (ride dentro di se, soprattutto sogghigna.. ferocemente) L’aria attorno ha assunto tinta irreale, magica, effimera.. la successione di convogli ferroviari imprime la sensazione di precarietà umana; quel passaggio cui per tutti c’e’ perentorietà, nel breve stazionamento qui.. su questa terra, dove i sentimenti umani valgono nulla. Riflessioni non morbide.. crude reali, stroncate dal ritorno alla realtà, fra quei binari. Enigma delle attese. Il cellulare non risponde.. si connette la segreteria telefonica al quinto squillo, impotenza: “Lorella dove sei!” Pensa fra se. E Lorella medita altrove, chissà poi dove: “ Roberta, mi hai dato buca..!” Accidenti nell’era di internet se e’ difficoltoso trovarsi di persona, riflette, esultante in goffa ironia, soffoca una risata, Roberta sembra una scema che cerca chissà cosa. Durante i vari tentativi di telefonata verso Lorella, sette, andati puntualmente a vuoto, ecco l’iper tecnologia farsi timidamente viva: Messaggio da tim, Lei ha ricevuto chiamata dal numero.. 333… “Noooo!” Esclama stupita ed interdetta Roberta; a quel punto, non sa se calpestare bonariamente il telefonino o frantumarlo scagliandolo sotto un treno in corsa, magari un ETR500 realizzato con materiale riciclato, detto volgarmente treno pendolino.. Dopo pochi attimi, esaudita certamente nella preghiera.. Tutti i parametri ci sono per effettuare un ‘contatto’: segnale, batteria ancora miracolosamente carica, linea.. chiamata.. squilli, glissata della segreteria.. e… la risposta giunge quasi come un goal alle finali del campionato mondiale di calcio. Rete telefonica, rete! Risponde! Goal! “Lorella sono dieci minuti che tento di mettermi in contatto con te, s’inserisce la segreteria, e quando mi hai chiamato, non e’ giunto l’avviso ma, paradossalmente, DOPO, il messaggio che m’avevi cercata! Pazzesco!” “Si?!!?..” Lorella e’ incredula..( forse Roberta e’ un po’ fuori..) ehm.. riprende: “Dove sei..?” quasi timorosa “ Sono in stazione, vicino al bar..” “Non ti vedo.. o forse si, vieni avanti, vedrai una con i capelli corti, castani che parla..” Falso allarme, o procurato allarme, fate un po’ voi.. “No, non ti vedo.. dove sei scusa?!” In preda a sconforto Roberta, suda freddo.. Io sono qui ora, vicino alla strada.. “Oh Oh.. strada? Quale strada a Venezia non ci sono strade!” “Lorella sono a Mestre, alla stazione di Mestre!!” “ Ecco appunto, non mi avresti mai visto..!” Risolino sarcastico, della serie, figura animale! Si aspettavano alla stazione di due citta’ diverse! Con molta probabilità se il cellulare, dopo le pecche della segreteria telefonica e scusato per le tremila chiamate a vuoto, non le avesse fatte riparlare, oggi a distanza di due giorni sarebbero ancora li… magari jaki avrebbe portato un pasto caldo da buon samaritano.. aiutando due conterranee esauste in netta difficoltà.. (cognitiva) Lorella confessa a tu per tu, che avrebbe avuto la tentazione di fermare ogni bionda che le si parava davanti con un po’ di riserva.. invece, Roberta a Mestre ne avrebbe fermate di castane..(!); forse il ritegno improvviso, benche’ lei non sia tipo timido, l’aveva fatta rinunciare nel fermarle davvero tutte!! (eh eh) Grande disguido, memorabile attesa! ______________________________________________________________ segue% 3/3 20/12/03 Non era destino incontrarsi! Roberta ha sudato come un turco, a forza di andare avanti e indietro, ha scarpe consunte con le quali ha segnato tutto il territorio antistante l’uscita della Stazione di Mestre. Passeggiando ormai con disinvoltura estrema soprattutto davanti agli agenti della Polfer che ormai l’ammiccavano. Chissà poi perche’(eh eh ) Ormai credeva di essere un personaggio, e stile ‘Sconsolata’, ma veramente, entrava nel personaggio Sconsi.. Fosse finito! Rimuginava fra se, e non osava pensare che l’attesa teatrante ora si sarebbe spostata in quel di Venezia, scena immaginifica che si prestava ad accoglierla per recitare. Dopo l’ennesima chiamata/telefonata, in quattro puntate, sono ormai le 13.00, trenta minuti persi cazzeggiando in su e in giu’ sul ‘litorale ferrato’, finalmente si accordano per incontrarsi a Venezia. Roberta è preoccupata significativamente: “Speremo ben!” Borbotta a voce alta, avviandosi verso la biglietteria, nello stesso tempo è ancora al cellulare che delucida con Lorella.. “Si, ora prendo il treno e vengo, vengo da te (diceva la mitica canzone del ’68 di Celentano..) “Aspettami sotto quel benedetto cartellone degli orari nei pressi del bar!” “Ok, ti spetto qui Roberta!” Lorella è finita oltre che rassegnata, teme che Roberta sia un personaggio davvero troppo fuori del comune, infatti, ..non ha tutti i torti, è davvero fuori del comune.. e’ per strada! Giunta agli sportelli si mette in coda, non ci sono le solite centocinquanta persone, ma a sufficienza per infastidirla; avanti a lei tre islamici, (si spera non kamikaze con annessa cintura in vita, dato che la ‘fortuna’ ha favorito l’incontro.. non si sa mai!), due italiani, 10 sportelli di cui 8 chiusi e due funzionanti.. Roberta e’ in coda, per niente mostra segni di pazienza anzi, ha cesellato con il tacco il pavimento antistante creando disegni gotici a terra, e frantumato con le dita umide un pezzo di carta innocuo. E’ il suo turno, finalmente! Chiede un biglietto per Venezia ed alla domanda dell’operatore, se volesse un a/r, ovvero un biglietto andata/ritorno, pronuncia uno schietto: “No!” Gia’, data la circostanza dello sciopero generale in tutto il Veneto Orientale, e in tutto il territorio della nazione, Lei, Roberta, pensa di tornare a casa sul tappeto volante insieme con Luciano Rispoli, o in taxi, o in autostop?! Sicuramente, fiera e con biglietto alla mano, come un Forrest Gump, s’appresta al binario, le corse sono frequenti: sia lodato.., sempre sia lodato! Prende un trenino piccino piccio’, stile trenino della Val Gardena, con trenta posti numerati, novantasette studenti, ottanta persone varie, uno per il conducente, uno per se.. siede in prima classe; vagli a spiegare che visto la tratta breve e con biglietto su un treno dove e’ scritto che della prima classe n’e’ privo, in quanto locale, e’ comodamente stravaccata in poltrone color blu cobalto della ‘fantomatica’ prima? Decide, è troppo stanca per alzarsi, se ne varrà la pena spiegherà in modo molto ‘amichevole’ (?) al controllore che non ha commesso abuso, ma s’e’ trattata deliberatamente solo di una svista.. Durante gli otto minuti, otto, nessuno viene a vedere quel biglietto giallino, delle ferrovie ‘trans padane’ ‘formattato’ dalle mani di Roberta. Roberta tocca suolo come Cristoforo Colombo nel suo sbarco a Venezia, ma non gli è riconosciuto il merito di aver scoperto il territorio perche’ ormai conosciuto da secoli, vorrebbe chinarsi per baciare la terra ma teme di essere internata a San Servolo, Conduzione Ospedaliero Manicomiale, in altre parole detto brutalmente Ospedale Psichiatrico; quindi sorvola.. anzi vola verso il tabellone degli orari.. E’ al binario 22, ovviamente, deve arrivare ai primi e poi.. dulcis in fundus portarsi verso Lorella! Il sole è alto, nessuna nebbiolina, solo un lieve tepore dato dai riflessi dei raggi, ..sta per avvenire l’incontro. Musiche e colonne sonore stile hollywoodiano, ora prende rivalsa quella del film ‘Lo squalo”.. ecco, forse è Lei.. Lorella, si avvicina timidamente, chiede la magica formula della conoscenza, sì.. l’accendiamo?! Sembra essere sopraggiunto per l’evento Gerry Scotti, fa staffetta con Amadeus, .. Roberta annuisce con il capo, elucubrando, accendiamo; la risposta è ESATTA!.. Lorella esclama un netto ‘SI’’ liberatorio! Gerry Scotty da ‘l’importo della vincita’ alle due vincitrici. Santa Pazienza, altro che Santa Claus! Svaniti gli effetti del protagonismo e tornate nel pur surreale scenario di Venice by day, si abbracciano, sgobbate dalle attese, con una risata liberatoria. Sono loro Lorella e Roberta, fiumelivido e roberta_vas, nick, cartoons, personaggi del web effimeri, con dietro mondi sconosciuti eppure inverosimilmente reali. Loro, una mora l’altra bionda, penne fluttuanti di Scrivi.com, magie ed esoterismi dietro fazzoletti bianchi di video appena accesi. Non si scrutano troppo, si parlano, comunicano per la prima volta senza monitor, non si ‘commentano’, capiscono.. Sono vere, reali, un passaggio oltre lo spazio temporale del modem e delle interconnessioni hanno creato stile ‘teletrasporto’ alla Star Trek l’incontro. Loro sono i due capitani d’avventura dell’Interprise, loro si abbracciano sotto il tabellone degli orari, dove era scritto forse quest’incontro.. Non si conclude qui: trascorreranno un piacevole pomeriggio, si recheranno all’Universita’ dove Lorella studia, mangeranno insieme nella piacevole Venezia che rende tutto ancora piu’stordito da quell’incanto vagamente irreale, fusa addosso a loro diventandone il vestito, fino a che non si separeranno quando gia’ il crepuscolo avrà acceso luci della notte. La salsedine copre i masegni*, rintocchi soffusi di campanili in miscellanee di tonalità varie, a ritroso con un ricordo in piu’ nel cuore, si lasciano rapite da un gesto comune che apre invece il cuore alle emozioni. Lorella ha gli occhi grandi ed espressivi come quelli di Roberta, sono quasi coetanee, condividono le stesse passioni per la scrittura.. forse Lorella sta ancora scrivendo sul treno del ritorno, Roberta scriverà. Questo quanto conta veramente di noi, quello che è stato, un pomeriggio di scambio. La conoscenza non è mai banale. Masegni*: o selici, piastre da pavimentazione con la sola faccia superiore perfettamente piana. Ricoprono le calli di Venezia, di cui ne e’ la tipica pavimentazione. Grazie a tutti per averci seguito sino all’epilogo, sino a qui. A Lorella De Bon, con stima. Roberta Vasselli Venezia, 18 dicembre 2003